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Statuto

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COMUNE   DI   TERRANOVA DI POLLINO

(Prov. di POTENZA)

TITOLO  I

PRINCIPI GENERALI

 

Art. 1.

Autonomia statutaria

  1. Il comune di Terranova di Pollino (PZ) è un ente locale autonomo, rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo.
  2. Il comune si avvale della sua autonomia, nel rispetto della Costituzione e dei principi generali dell’ordinamento, per lo svolgimento della propria attività e il perseguimento dei suoi fini istituzionali.
  3. Il comune di Terranova di Pollino:

a)      é ente democratico che crede nei principi europeistici, della pace e della solidarietà;

b)      valorizza ogni forma di collaborazione con gli altri enti locali.

 

Art. 2.

Finalità

  1. Il comune promuove lo sviluppo e il progresso civile, sociale ed economico della comunità di Terranova di Pollino ispirandosi ai valori e agli obiettivi della Costituzione.
  2. Il comune ricerca la collaborazione e la cooperazione con altri soggetti pubblici e privati e promuove la partecipazione dei singoli cittadini, delle associazioni e delle forze sociali ed economiche all’attività amministrativa.
  3. Il comune rappresenta unitariamente gli interessi della comunità, ne cura lo sviluppo e il progresso civile nel pieno rispetto della compatibilità ambientale.
  4. In particolare l’azione amministrativa sarà orientata:

 

A rimuovere  di   tutti  gli   ostacoli  che  impediscono  l’effettivo  sviluppo  della  persona  umana   e l'uguaglianza degli individui;

a)      a riconoscere centralità della persona e della sua dignità;

b)     a riconoscere e tutelare la famiglia quale società naturale, sede primaria dello sviluppo della persona umana;

c)      a predisporre efficienti ed efficaci servizi pubblici e adeguati servizi sociali riferiti ai bisogni primari;

d)     a recuperare tutelare e valorizzare le tradizioni locali, le risorse naturali, ambientali, storiche, culturali, come beni della collettività anche futura;

e)      a promuovere azioni di solidarietà civile, in collaborazione con le associazioni di volontariato;

f)       a superare ogni  discriminazione  tra  i  sessi, anche  tramite  la  promozione  di  iniziative  che assicurino condizioni di pari opportunità;

g)      promuovere attività  culturali, sportive  e  del tempo libero della  popolazione, con  particolare riguardo alle attività di socializzazione giovanile e anziana;

h)     a promuovere la cultura della pace e dei diritti umani, mediante iniziative culturali e di riserva, di educazione, di cooperazione e di informazione che tendono a fare del comune una terra di pace nel rispetto e nella difesa della libertà e del principio di autodeterminazione dei popoli.

Art. 3.

Territorio e sede comunale

  1. Il territorio del comune si estende per 123,79 Kmq, confina con i comuni di San Costantino Albanese (PZ), San Paolo Albanese (PZ), Alessandria del Carretto (CS), San Lorenzo Bellizzi (CS), San Severino Lucano (PZ).
  2. Il palazzo civico, sede comunale, è ubicato in via Dante.
  3. Le adunanze degli organi collegiali si svolgono normalmente nella sede comunale; esse possono tenersi in luoghi diversi in caso di necessità o di particolare esigenze.
  4. All’interno del territorio del comune di Terranova di Pollino non è consentito, per quanto attiene alle attribuzioni del comune in materia, l’insediamento di centrali nucleari nè lo stazionamento o il transito di ordigni bellici nucleari e scorie radioattive.
  5. Il comune negli atti e nel sigillo si identifica con il nome di Terranova di Pollino;   

 

Art. 4.

Stemma e gonfalone

Lo stemma del comune è come descritto dal decreto del consiglio dei ministri del 04 novembre 1951 (“ Di rosso,a due daghe di argento, manicate di oro,poste in croce di Santo Andrea,con le punte rivolte in alto,accostate nel canton destro del capo da un leone d’oro rampante,coronato dello stesso”);   

  1. Nelle cerimonie e nelle altre pubbliche ricorrenze, e ogni qual volta sia necessario rendere ufficiale la partecipazione dell’ente a una particolare iniziativa, il sindaco può disporre che venga esibito il gonfalone con lo stemma del comune.
  2. La giunta può autorizzare l’uso e la riproduzione  dello  stemma del comune per fini non istituzionali soltanto ove sussista un pubblico interesse.

 

Art. 5.

Consiglio comunale dei ragazzi

  1. Il comune, allo scopo di favorire la partecipazione dei ragazzi alla vita collettiva, può promuovere l’elezione del consiglio comunale dei ragazzi.
  2. Il consiglio comunale dei ragazzi ha il compito di deliberare in via consultiva nelle seguenti materie: politica  ambientale, sport, tempo libero, giochi, rapporti con l’associazionismo, cultura e spettacolo, pubblica istruzione,  assistenza  ai giovani e agli anziani, rapporti con l’Unicef.
  3. Le modalità di elezione e il funzionamento del consiglio comunale dei ragazzi sono stabilite con apposito regolamento.

 

Art. 6.

Programmazione e cooperazione

  1. Il comune prosegue le proprie finalità attraverso gli strumenti della programmazione, della pubblicità e della trasparenza, avvalendosi dall’apporto delle formazioni sociali, economiche, sindacali, sportive e culturali operanti sul suo territorio.
  2. Il comune ricerca, in modo particolare, la collaborazione e la cooperazione, con i comuni vicini, con  la provincia di Potenza, con la regione Basilicata e con la comunità montana Val Sarmento.

 

TITOLO  II

ORDINAMENTO STRUTTURALE

 

CAPO  I

Organi e loro attribuzioni.

Art. 7.

Organi

  1. Sono organi del Comune: il consiglio comunale, la giunta e il sindaco;   le rispettive competenze sono stabilite dalla legge e dal presente statuto.
  2. Il consiglio comunale è organo di indirizzo e di controllo politico e amministrativo.
  3. Il sindaco è responsabile dell’amministrazione ed è il legale rappresentante del comune; egli esercita inoltre le funzioni di Ufficiale di Governo secondo le leggi dello Stato.
  4. La Giunta collabora col Sindaco nella gestione amministrativa del comune e svolge attività propositive e di impulso nei confronti del consiglio.

 

Art. 8.

Deliberazioni degli organi collegiali

  1. Le deliberazioni degli organi collegiali sono assunte, di regola, con votazione palese; sono da assumere a scrutinio segrete le deliberazioni concernenti persone, quanto venga esercitata una facoltà discrezionale fondata sull’apprezzamento delle qualità soggettive di una persona o sulla valutazione dell’azione da questi svolta e negli altri casi previsti dal regolamento.
  2. L’istruttoria e la documentazione delle proposte di deliberazione avvengono attraverso i responsabili degli uffici, la verbalizzazione degli atti e delle sedute del consiglio e della giunta è curata dal segretario comunale, secondo le modalità e i termini stabiliti dal regolamento per il funzionamento del consiglio.
  3. Il segretario comunale non partecipa alle sedute quando si trova in stato di incompatibilità: in tal caso è sostituito in via temporanea dal componente del consiglio o della giunta nominato dal presidente, di norma il più giovane di età.
  4. I verbali delle sedute sono firmati dal presidente e dal segretario.

 

 

Art. 9.

Composizione, entrata in carica del Consiglio Comunale e sue attribuzioni
  1. L’elezione del  consiglio comunale ,la sua durata in carica , il numero dei consiglieri e il suo scioglimento sono regolati dalla legge.
  2. I consiglieri entrano in carica all’atto della proclamazione ovvero ,in caso di surrogazione, non appena adottata dal consiglio la relativa deliberazione.
  3. Il consiglio comunale è dotato di autonomia organizzativa e funzionale e, rappresentando l’intera comunità, delibera l’indirizzo politico - amministrativo ed esercita il controllo sulla sua applicazione. La presidenza del consiglio comunale può essere attribuita a un consigliere comunale, già nella prima seduta di insediamento del rinnovo del consiglio comunale.

In sede di prima attuazione, l’elezione del presidente può essere effettuata in una delle sedute consiliari successive all’entrata in vigore dello statuto.

  1. Il consiglio comunale esercita le podestà e le competenze stabilite dalla legge e dallo statuto e svolge le proprie attribuzioni conformandosi ai principi, alle modalità e alle procedure stabilite dal presente statuto e nelle norme regolamentari.
  2. Il consiglio comunale definisce gli indirizzi per la nomina e la designazione dei rappresentanti del comune presso enti, aziende e istituzioni e provvede alla nomina degli stessi nei casi previsti dalla legge. Detti indirizzi sono valevoli limitatamente all’arco temporale del mandato politico - amministrativo dell’organo consiliare.
  3. Il consiglio comunale conforma l’azione complessiva dell’ente ai principi di pubblicità, trasparenza e legalità ai fini di assicurare imparzialità e corretta gestione amministrativa.
  4. Gli atti fondamentali del consiglio devono contenere l’individuazione degli obiettivi da raggiungere, nonché le modalità di reperimento e di destinazione delle risorse e degli strumenti necessari.
  5. Il consiglio comunale ispira la propria azione al principio di solidarietà.

 

Art. 10

Prima convocazione del Consiglio

  1. La prima convocazione del Consiglio Comunale ,subito dopo le elezioni per il rinnovo, viene indetta dal Sindaco entro dieci giorni dalla proclamazione degli eletti e la riunione deve tenersi entro dieci giorni  dalla convocazione.
  2. Ove la convocazione non venga disposta entro il termine indicato nel precedente comma, provvede il Prefetto.
  3. Gli avvisi di convocazione vanno inviati a ciascun consigliere proclamato eletto, almeno tre giorni prima di quella fissata per la seduta.
  4. Nella prima seduta immediatamente successiva alle elezioni, il consiglio comunale deve esaminare le condizioni degli eletti e provvedere alla loro convalida  o dichiarare la loro ineleggibilità, sussista alcune delle cause prevista dalla legge, provvedendo alle relative sostituzioni.
  5. Alla discussione ed alla votazione degli argomenti riguardanti l’ineleggibilità  o l’incompatibilità degli eletti possono prendere parte anche coloro la cui eleggibilità o compatibilità sia contestata.
 
Art. 11

Convalida degli eletti

 

Arte. 12

Elezione del Sindaco

Il Sindaco, che è membro del consiglio Comunale, è eletto dai cittadini a suffraggio universale e diretto, secondo le disposizioni dettate dalla legge.

 

Are. 13

Gettoni di presenza e/o indennità di carica

Il gettone di presenza  e/o la indennità di carica spettante ai consiglieri, agli assessori, al sindaco e al presidente del consiglio,se il nominato, sono stabiliti dalla legge dello stato, che disciplinano anche i rimborsi ad essi dovuti per le spese sostenute per l’esercizio della carica.

 

Art. 14

Sessione e convocazione

  1. L’attività del consiglio comunale si svolge in sessione ordinaria o straordinaria.
  2. Ai fini della convocazione, sono considerate ordinarie le sedute nelle quali vengono iscritte le proposte di deliberazioni inerenti all’approvazione delle linee programmatiche del mandato, del bilancio di previsione e del rendiconto della gestione.
  3. Le sessioni ordinarie devono essere convocate almeno cinque giorni prima del giorno stabilito; quelle straordinarie almeno tre. In caso d’eccezionale urgenza, la convocazione può avvenire con un anticipo di almeno 24 ore.
  4. La convocazione del consiglio e l’ordine del giorno degli argomenti da trattare è effettuata dal sindaco di sua iniziativa o su richiesta di almeno un quinto dei consiglieri; in tal caso la riunione deve tenersi entro venti giorni e devono essere inseriti all’ordine del giorno gli argomenti proposti, purché di competenza consiliare. In caso sia stato nominato il presidente del consiglio comunale spetta a questi convocare il consiglio e formulare l’ordine del giorno, su richiesta del sindaco, o almeno da un quinto dei consiglieri. Resta fermo l’obbligo di tenere la riunione entro venti giorni e di inserire gli argomenti proposti, purché di competenza consiliare, se la richiesta viene fatta da almeno un quinto dei consiglieri.
  5. La convocazione è effettuata tramite avvisi scritti contenenti le questioni da trattare, da consegnarsi a ciascun consigliere nel domicilio eletto nel territorio del comune; la consegna deve risultare da dichiarazione del messo comunale. L’avviso scritto può prevedere anche una seconda convocazione, da tenersi almeno 24 ore dopo la prima.
  6. L’integrazione dell’ordine del giorno con altri argomenti da trattarsi in aggiunta a quelli per cui è stata già effettuata la convocazione è sottoposta alle medesime condizioni di cui al comma precedente e può essere effettuata almeno 24 ore prima del giorno in cui è stata convocata la seduta.
  7. L’elenco degli argomenti da trattare deve essere affisso nell’albo pretorio almeno entro il giorno precedente a quello stabilito per la prima adunanza e deve essere adeguatamente pubblicizzato in modo da consentire la più ampia partecipazione dei cittadini.
  8. La documentazione relativa alle pratiche da trattare deve essere messa a disposizione dei consiglieri comunale almeno tre giorni prima della seduta nel caso di sessione ordinaria, almeno 24 ore prima nel caso di sessione straordinarie e almeno 12 ore prima nel caso di eccezionale urgenza.
  9. Le sedute del consiglio sono pubbliche, salvi casi previsti dal regolamento consiliare che ne disciplina il funzionamento.

10.  In caso di impedimento permanente, decadenza, rimozione, decesso del sindaco si procede allo scioglimento del consiglio comunale; il consiglio e la giunta rimangono in carica fino alla data delle elezioni e le funzioni del sindaco sono svolte dal vice sindaco.

 

Art. 15

Linee programmatiche di mandato

  1. Entro il termine di 120 giorni, decorrenti dalla data del suo avvenuto insediamento, sono presentate, da parte del Sindaco, sentita la giunta, le linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare durante il mandato politico – amministrativo.
  2. Ciascun consigliere comunale ha il pieno diritto di intervenire nelle definizione delle linee programmatiche, proponendo le integrazioni, gli adeguamenti e le modifiche; mediante presentazione di appositi emendamenti, nelle modalità indicate dal regolamento del consiglio comunale.
  3. Con cadenza almeno annuale, il consiglio provvede,  in sessioni straordinarie a verificare l’attuazione di tali linee, da parte del Sindaco e dei rispettivi assessori, e dunque entro il 30 giugno di ogni anno. E’ facoltà del consiglio provvedere a integrare, nel corso della durata del mandato, con adeguamenti strutturali e/o modifiche, le linee programmatiche, sulla base delle esigenze e delle problematiche che dovessero emergere in ambito locale.
  4. Al termine del mandato politico – amministrativo, il Sindaco presenta all’organo consiliare il documento di rendicontazione  dello stato di attuazione e di realizzazione delle linee programmatiche. Detto documento è sottoposto all’approvazione del consiglio, previo esame del grado di realizzazione degli interventi previsti.

 

Art. 16

Commissioni

  1. Il consiglio comunale potrà istituire, con apposita deliberazione, commissioni permanenti, temporanee o speciali per fini di controllo, di indagine, di inchiesta, di studio. Dette commissioni sono composte solo da consiglieri comunali, con criterio proporzionale. Per quanto riguarda le commissioni aventi funzioni di controllo e di garanzia, la presidenza è attribuita ai consiglieri appartenenti ai gruppi di opposizione.
  2. Il funzionamento, la composizione, i poteri, l’oggetto e la durata delle commissioni verranno disciplinate con apposito regolamento.
  3. La delibera di istituzione dovrà essere adottata a maggioranza assoluta dei componenti del consiglio.

 

Art. 17.

Consiglieri

  1. Lo stato giuridico, le dimissioni e la sostituzione dei consiglieri sono regolati dalla legge; essi rappresentano l’intera comunità alla quale costantemente rispondono.
  2. Le funzioni di consigliere anziano sono esercitate dal consigliere che, nell’elezione a tale carica, ha ottenuto il maggior numero di preferenze. A parità di voti sono esercitate dal più anziano di età.
  3. I consiglieri comunali che non intervengono alle sessioni in generale per tre volte consecutive senza giustificato motivo, sono dichiarati decaduti con deliberazione del consiglio comunale. A tale riguardo, il sindaco o, se previsto, il presidente del consiglio comunale, a seguito dell’avvenuto accertamento dell’assenza maturata da parte del consigliere interessato, provvede con comunicazione scritta, ai sensi dell’art. 7 della legge 7 agosto 1990 n. 241, a comunicargli l’avvio del procedimento amministrativo. Il consigliere ha facoltà di far valere le cause giustificative delle assenze, nonché a fornire al sindaco o al presidente eventuali documenti probatori, entro il termine  indicato nella comunicazione scritta, che comunque non può essere inferiore a giorni 20, decorrenti dalla data di ricevimento. Scaduto quest’ultimo termine, il consiglio esamina e infine delibera, tenuto adeguatamente conto delle cause giustificative presentate da parte del consigliere interessato.

 

Art. 18

Diritti e doveri dei consiglieri

  1. I consiglieri hanno diritto di presentare interrogazioni, interpellanze, mozioni e proposte di deliberazioni.
  2. Le modalità e le forme di esercizio del diritto di iniziativa e di controllo dei consiglieri comunali sono disciplinati dal regolamento del consiglio comunale.
  3. I consiglieri comunali hanno diritto di ottenere dagli uffici del comune, tutte le notizie e le informazioni utili all’espletamento del proprio mandato. Essi, nei limiti e con le forme stabilite dal regolamento, hanno diritto di visionare atti e documenti, inerenti l’attività amministrativa e sono tenuti al segreto nei casi specificatamente determinati dalla legge.
  4. Ciascun consigliere è tenuto a eleggere un domicilio nel territorio comunale presso il quale verranno recapitati gli avvisi di convocazione del consiglio e ogni altra comunicazione ufficiale .
  5. Dopo l’insediamento il Sindaco inviterà i Consiglieri a comunicare l’elezione del domicilio nel territorio comunale.Dopo tale invito,sino a quando i Consiglieri non avranno fatto la predetta comunicazione,gli avvisi di convocazione del consiglio ed ogni altra comunicazione ufficiale inerente la carica,saranno notificati mediante deposito nella casa comunale e pubblicazione all’Albo Pretorio.

 

Art. 19.

Gruppi consiliari

  1. I consiglieri possono costituirsi in gruppi, secondo quanto previsto nel regolamento del consiglio comunale e ne danno comunicazione al sindaco e al segretario comunale unitamente all’indicazione del nome del capogruppo. Qualora non si esercita tale facoltà o nelle more della designazione, i gruppi sono individuati nelle liste che si sono presentate alle elezioni e i relativi capigruppo nei consiglieri, non appartenenti alla giunta, che abbiano riportato il maggior numero di preferenze.
  2. I consiglieri comunali possono costituire gruppi non corrispondenti alle liste elettorali nei quali sono stati eletti purché tali gruppi risultino composti da almeno tre membri.

 

Art. 20.

Sindaco

  1. Il sindaco è eletto direttamente dai cittadini secondo le modalità stabilite nella legge che disciplina altresì  i casi di ineleggibilità, di incompatibilità, lo stato giuridico e le cause della cessazione dalla carica.
  2. Egli rappresenta il comune ed è organo responsabile dell’amministrazione, sovrintende alle verifiche di risultato connesse al funzionamento dei servizi comunali, impartisce direttive al segretario comunale, al direttore, se nominato, e ai responsabili degli uffici in ordine agli indirizzi amministrativi e gestionali, nonché sull’esecuzione degli atti.
  3. Il sindaco esercita le funzioni attribuitegli dalle leggi, dallo statuto, dai regolamenti e sovrintende all’espletamento delle funzioni statali o regionali attribuite al comune. Egli ha inoltre competenze e poteri di indirizzo, di vigilanza e controllo sull’attività degli assessori e delle strutture gestionali ed esecutive.
  4. Il sindaco, sulla base degli indirizzi stabiliti dal consiglio, provvede alla nomina, alla designazione e alla revoca dei rappresentanti del comune presso enti, aziende e istituzioni.
  5. Il sindaco è inoltre competente, sentite le categorie interessate, a coordinare gli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e dei servizi pubblici, nonché, previo accordo con i responsabili territorialmente competenti delle amministrazioni interessate, degli orari di apertura al pubblico degli uffici pubblici localizzati nel territorio, considerando i bisogni delle diverse fasce di popolazione interessate, con particolare riguardo alle esigenze delle persone che lavorano.
  6. Al sindaco, oltre alle competenze de legge sono assegnate dal presente statuto e dai regolamenti attribuzioni quale organo di amministrazione, di vigilanza e poteri di autorganizzazione delle competenze connesse all’ufficio.

 

Arte. 21.

Attribuzione di amministrazione

1. Il Sindaco,salvo i casi in cui è diversamente stabilito dalla legge,dallo Statuto o dai singoli Regolamenti Comunali,ha la rappresentanza generale dell’Ente,compresa quella giudiziale.

2. Ai fini di cui all’art. 67 del D.Lgs. 18.8.2000, n. 267/2000,rappresenta il Comune nelle assemblee di soci delle società miste alle quali l’Ente partecipi e può essere nominato membro o Presidente dei Consigli di Amministrazione delle stesse.

3. Il Sindaco può delegare le sue funzioni,compresa la rappresentanza generale e giudiziale dell’Ente,di cui al comma 1°, agli assessori, ai consiglieri o ai responsabili degli uffici o servizi. La delega può essere di natura generale o per singoli atti.

4.  In particolare il Sindaco:

a)-dirige e coordina l’attività politica e amministrativa del Comune,nonché l’attività della Giunta e dei singoli assessori;

b)- promuove e assume iniziative per concludere accordi di programma con tutti i soggetti pubblici previsti dalla legge;

c)-convoca i comizi per i referendum previsti dall’art. 8del D.Lgs. n. 267/2000;

d)-adotta le ordinanze contingibili e urgenti previsti dall’art. 50,commi 5°e 6° del D.Lgs. n. 267/2000;

e)-nomina il Segretario Comunale,scegliendolo nell’apposito albo;

t)- conferisce e revoca al segretario comunale,se lo ritiene opportuno e previa deliberazione della Giunta Comunale,le funzioni di direttore generale,nel caso in cui non sia stipulata la

convenzione con altri Comuni per la nomina del direttore;

g)-nomina i responsabili degli uffici e dei servizi;

h)-Assume, con contratto a tempo determinato i dirigenti,le alte specializzazioni o i funzionari dell’area direttiva e conferisce gli incarichi di collaborazione esterna;

 

Art. 22.

Attribuzione di vigilanza

  1. Il sindaco, nell’esercizio delle sue funzioni di vigilanza, acquisisce direttamente presso tutti gli uffici e servizi le informazioni e gli atti, anche riservati e può disporre l’acquisizione di atti, documenti e informazioni presso le aziende speciali, le istituzioni e le società per azioni, appartenenti all’ente, tramite rappresentanti legali delle stesse, informandone il consiglio comunale.
  2. Egli compie gli atti conservativi dei diritti del comune e promuove, direttamente o avvalendosi del segretario comunale o del direttore ,se nominato, le indagini e le verifiche amministrative sull’intera attività del comune.
  3. Il sindaco promuove e assume iniziative atte ad assicurare che uffici, servizi, aziende speciali, istituzioni e società appartenenti al comune, svolgano le loro attività secondo gli obiettivi indicati dal consiglio e in coerenza con gli indirizzi attuativi espressi dalla giunta

 

 

Art. 23.

Attribuzioni di organizzazione

 

  1. Il sindaco nell’esercizio delle sue funzioni di organizzazione:

 

a)      stabilisce gli argomenti all’ordine del giorno delle sedute del consiglio comunale, ne dispone la convocazione e lo presiede. Provvede alla convocazione quando la richiesta è formulata da un quinto dei consiglieri; (questa attribuzione viene meno nel caso in cui sia stata costituita la figura del presidente del consiglio comunale);

b)      esercita i poteri di polizia nelle adunanze consiliari e negli organismi pubblici di partecipazione popolare, dal sindaco presieduti, nei limiti previsti dalle legge;

c)      propone argomenti da trattare in giunta, ne dispone la convocazione e la presiede; riceve le interrogazioni e le mozioni da sottoporre al consiglio in quanto di competenza consiliare.

 

Art. 24.

Vice sindaco

  1. Il vice sindaco, nominato tale dal sindaco, è l’assessore che ha la delega generale per l’esercizio di tutte le funzioni del sindaco, in caso di assenza o impedimento di quest’ultimo.
  2. Il conferimento di eventuali deleghe, rilasciate agli assessori, deve essere comunicato al consiglio e agli organi previsti dalla legge, nonché pubblicato all’albo pretorio

 

Art. 25.

Mozioni di sfiducia

 

  1. 1 Il voto del consiglio comunale contrario a una proposta del sindaco o della giunta non ne comporta le dimissioni.
  2. Il sindaco e la giunta cessano dalla carica nel caso di approvazione di una mozione di sfiducia votata per appello nominale dalla maggioranza assoluta dei componenti del consiglio.
  3. La mozione  di sfiducia deva essere motivata e sottoscritta da almeno tre quinti dei consiglieri assegnati, senza computare a tal fine il sindaco, e viene messa in discussione non prima di dieci giorni e non oltre 30 dalla sua presentazione. Se la mozione viene approvata, si procede allo scioglimento del consiglio e alla nomina di un commissario, ai sensi delle leggi vigenti.

 

Art. 26.

Dimissioni e impedimento permanente del sindaco

 

  1. Le dimissioni comunque presentate dal sindaco al consiglio diventano irrevocabili decorsi 20giorni dalla loro presentazione. Trascorso tale termine, si procede allo scioglimento del consiglio, con contestuale nomina di un commissario.
  2. L’impedimento permanente del sindaco viene accertato da una commissione di 3 persone eletta dal consiglio comunale e composta da soggetti estranei al consiglio, di chiara fama, nominati in relazione allo specifico motivo dell’impedimento.
  3. La procedura per la verifica dell’impedimento viene attivata dal vice sindaco o, in mancanza, dall’assessore più anziano di età che vi provvede di intesa con i gruppi consiliari.
  4. La commissione nel termine di 30 giorni dalla nomina relaziona al consiglio sulle ragioni dell’impedimento.
  5. Il consiglio si pronuncia sulla relazione in seduta pubblica, salvo sua diversa determinazione, anche su richiesta della commissione, entro dieci giorni dalla presentazione.

 

Art. 27.

Giunta comunale

  1. La Giunta collabora con il Sindaco nel governo del Comune ed opera attraverso deliberazioni

Collegiali;

  1. La Giunta ha competenza residuale generale nelle funzioni degli organi di governo; compie cioè atti di indirizzo,programmazione e controllo politico-amministrativo che non siano riservati dalla legge al Consiglio e che non ricadano nelle competenze,previste dalla legge o dallo Statuto ,del Sindaco.

         Collabora con il Sindaco nell’attuazione degli indirizzi generali del Consiglio,riferisce annualmente  al Consiglio sulla propria attività e svolge attività propositive e di impulso nei riguardi dello stesso.

3.    E’ ,altresì, di competenza della Giunta:

 

    - l’adozione dei regolamenti sull’ordinamento degli uffici e dei servizi,nel rispetto dei criteri

          generali stabiliti dal Consiglio, comprendenti la regolamentazione delle materie elencate all’art. 89 del D.Lgs. n. 267/2000;

-   l’approvazione del piano esecutivo di gestione o l’assegnazione di risorse ai Responsabili degli uffici;

-   l’approvazione dei progetti preliminari e definitivi;

-   l’approvazione delle perizie di variante che determinano modificazioni sostanziali degli  

-   interventi;

-  l’approvazione ,nell’ambito delle funzioni di controllo,delle aggiudicazioni definitive degli appalti;

-  la costituzione nei giudizi;

-  il conferimento degli incarichi professionali fiduciari e degli incarichi ai difensori del Comune.

 

Art. 28.

Composizione

  1. La Giunta è composta dal Sindaco Presidente e da n. 2 (due) o 4 (quattro) assessori, di cui uno è investito dalla carica di vice sindaco.
  2. Gli assessori sono scelti normalmente tra i consiglieri; possono tuttavia essere nominati anche assessori esterni al consiglio, purché dotati dei requisiti di eleggibilità e in possesso di particolari competenza ed esperienza tecnica, amministrativa o professionale.
  3. Gli assessori esterni possono partecipare alle sedute del consiglio e intervenire nella discussione, ma non hanno diritto di voto.

 

Arte. 29.

Nomina

  1. Il vice sindaco e gli altri componenti della Giunta sono nominati dal Sindaco e presentati al consiglio comunale nella prima seduta successiva alle elezioni.
  2. Il sindaco può revocare uno o più assessori, dandone motivata comunicazione al consiglio e deve sostituire entro 15 giorni gli assessori dimissionari.
  3. Le cause di incompatibilità, la posizione e lo stato giuridico degli assessori nonché gli istituti della decadenza e della revoca sono disciplinati dalla legge; non possono comunque far parte della giunta coloro che abbiano tra loro o con il sindaco rapporti di parentela entro il terzo grado, di affinità di primo grado, di affiliazione e i coniugi.
  4. Salvi i casi di revoca da parte del sindaco la giunta rimane in carica fino al giorno della proclamazione degli eletti in occasione del rinnovo del consiglio comunale.

 

Arte. 30.

Funzionamento della giunta.

  1. La giunta è convocata e presieduta dal sindaco, che coordina e controlla l’attività degli assessori e stabilisce l’ordine del giorno delle riunioni, anche tenuto conto degli argomenti proposti dai singoli assessori.
  2. Le modalità di convocazione e di funzionamento della giunta sono stabilite, in modo informale, dalla stessa.
  3. Le sedute sono valide se sono presenti  almeno due componenti (se la stessa è composta dal sindaco più due assessori); almeno tre componenti (se la stessa è composta dal sindaco più quattro assessori) . Le deliberazioni sono adottate a maggioranza dei presenti.

 

Arte. 31.

Competenze

  1. La giunta collabora con il sindaco nell’amministrazione  del comune e compie gli atti che, ai sensi di legge o del presente statuto, non siano riservati al consiglio e non rientrino nelle competenze attribuite al sindaco, al segretario comunale, al direttore o ai responsabili dei servizi comunali.
  2. La Giunta opera in modo collegiale , dà attuazione  agli indirizzi generali espressi dal consiglio e svolge attività propositiva e di impulso nei confronti dello stesso.
  3. La giunta, in particolare, nell’esercizio delle attribuzioni di governo e delle funzioni organizzative:

a)      propone al consiglio i regolamenti;

b)      approva i progetti, i programmi esecutivi e tutti i provvedimenti che non comportano impegni di spesa sugli stanziamenti di bilancio e che non siano riservati dalla legge o dal regolamento di contabilità ai responsabili dei servizi comunali;

c)      elabora le linee di indirizzo e predispone le proposte di provvedimenti da sottoporre alle determinazioni del consiglio;

d)     assume attività di iniziativa, di impulso e di raccordo con gli organi di partecipazione e decentramento;

e)      modifica le tariffe, mentre elabora e propone al consiglio i criteri per la determinazione di quelle nuove;

f)       nomina i membri delle commissioni per i concorsi pubblici, su proposta del responsabile del servizio interessato;

g)      propone i criteri generali per la concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi e vantaggi economici di qualunque genere a enti e persone;

h)      approva i regolamenti sull’ordinamento degli uffici e dei servizi nel rispetto dei criteri generali stabiliti dal consiglio;

i)        nomina e revoca il direttore generale o autorizza il sindaco a conferire le relative funzioni al segretario comunale;

j)        dispone l’accettazione o il rifiuto di lasciti e donazioni;

k)      fissa la data di convocazione dei comizi per i referendum e costituisce l’ufficio comunale per le elezioni, cui è rimesso l’accertamento della regolarità del procedimento;

l)        esercita, previa determinazione dei costi e individuazione dei mezzi, funzioni delegate dalla provincia, regione e stato quando non espressamente attribuite dalla legge e dallo statuto ad altro organo;

m)    approva gli accordi di contrattazione decentrata;

n)      decide in ordine alle controversie sulle competenze funzionali che potrebbero sorgere fra gli organi gestionali dell’ente;

  • o)      fissa, ai sensi del regolamento e degli accordi decentrati, i parametri, gli standard e i carichi funzionali di lavoro per misurare la produttività dell’apparato, sentito il direttore generale;

p)      determina, sentiti i revisori dei conti, i misuratori e i modelli di rilevazione del controllo interno di gestione;

q)      approva il Peg su proposta del direttore generale.

 

TITOLO III

Istituti di partecipazione e diritti dei cittadini .

 

 

 

Capo I

Partecipazione e decentramento

 

Art. 32

partecipazione popolare .

  1. Il comune promuove e tutela la partecipazione dei cittadini, singoli o associati, all’amministrazione dell’ente al fine di assicurarne il buon andamento, l’imparzialità e la trasparenza.
  2. La partecipazione popolare si esprime attraverso l’incentivazione delle forme associative e di volontariato e il diritto dei singoli cittadini a intervenire nel procedimento amministrativo.
  3. Il consiglio comunale  può predisporre e quindi  approvare un regolamento nel quale vengono definite le modalità con cui i cittadini possono far valere i diritti e le prerogative previste dal presente titolo.

Capo II

Associazionismo e volontariato

Art. 33.

Associazionismo

  1. Il comune riconosce e promuove le forme di associazionismo presenti sul proprio territorio.
  2. A tal fine, la giunta comunale, a istanza delle interessate, registra le associazioni che operano sul territorio comunale, ivi comprese le sezioni locali di associazione a rilevanza sovracomunale.
  3. allo scopo di ottenere la registrazione, è necessario che l’associazione depositi in comune copia dello statuto e comunichi la sede e il nominativo del legale rappresentante.
  4. Non è ammesso il riconoscimento di associazioni segrete o aventi caratteristiche non compatibili con indirizzi generali espresse dalla Costituzione, dalle norme vigenti e dal presente statuto.
  5. Le associazioni registrate devono presentare annualmente il loro bilancio.
  6. Il comune può promuovere e istituire la consulta delle associazioni.

 

Art. 34.

Diritti delle associazioni

  1. Ciascuna associazione registrata ha diritto, per il tramite del legale rappresentante o suo delegato , di accedere ai dati di cui è in possesso l’amministrazione e di essere consultata, a richiesta, in merito alle iniziative dell’ente nel settore in cui essa opera .
  2. Le scelte amministrative che incidono sull’attività delle associazioni devono essere precedute dall’acquisizione di pareri espressi dagli organi collegiali delle stesse.
  3. I pareri devono pervenire all’ente nei termini stabiliti nella richiesta che, in ogni caso, non devono essere inferiori a  15 giorni

 

Art.35

Contributi alle associazioni

  1. Il comune può erogare alle associazioni, con esclusione dei partiti politici, contributi economici da destinarsi allo svolgimento dell’attività associativa.
  2. Il comune può, altresì, mettere a disposizione delle associazioni, di cui al comma precedente, a titolo di contributi in natura, strutture, beni o servizi in modo gratuito.
  3. Le modalità di erogazione dei contributi o di godimento delle strutture, beni o servizi dell’ente è stabilita in apposito regolamento, in modo da garantire a tutte le associazioni pari opportunità.
  4. Il comune può gestire servizi in collaborazione con le associazioni di volontariato riconosciute a livello nazionale e inserite nell’apposito albo regionale, l’erogazione dei contributi e le modalità della collaborazione verranno stabilite in apposito regolamento.
  5. Le associazioni che hanno ricevuto contributi in denaro o natura dall’ente devono redigere al termine di ogni anno apposito rendiconto che ne evidenzi l’impiego.

 

 

Art. 36.

Volontariato

  1. Il comune promuove forme di volontariato per un coinvolgimento della popolazione in attività volte al miglioramento della qualità della vita personale, civile e sociale, in particolare delle fasce in costante rischio di emarginazione, nonchè per la tutela dell’ambiente.
  2. Il volontariato potrà esprimere il proprio punto di vista sui bilanci e programmi dell’ente, e collaborare ai progetti, strategie, studi e sperimentazioni.
  3. Il comune garantisce che le prestazioni di attività volontarie e gratuite nell’interesse collettivo e ritenute di importanza generale abbiano i mezzi necessari per la loro  migliore riuscita e siano tutelate sotto l’aspetto infortunistico.

 

Capo III

Modalità di partecipazione

Art. 37.

Consultazioni

  1. L’amministrazione comunale può indire consultazioni della popolazione allo scopo di acquisire pareri e proposte in merito all’attività amministrativa.
  2. Le forme di tali consultazioni sono stabilite in apposito regolamento.

 

Art. 38.

Petizioni

  1. Chiunque, anche se non residente nel territorio comunale, può rivolgersi in forma collettiva agli organi dell’amministrazione per sollecitarne l’intervento su questioni di interesse comunale o per esporre esigenze di natura collettiva.
  2. La raccolta  di adesioni può avvenire senza formalità di sorta, in calce al testo comprendente le richieste che sono rivolte all’amministrazione.
  3. La petizione è inoltrata al sindaco il quale, la assegna in esame all’organo competente e ne invia copia ai gruppi presenti in consiglio comunale.
  4. Il contenuto della decisione dell’organo competente, unitamente al testo della petizione, è pubblicizzato mediante affissione negli appositi spazi e, comunque, in modo tale da permetterne la conoscenza a tutti i firmatari che risiedono nel territorio del comune.

 

Art. 39.

Proposte

  1. Qualora un numero di elettori del comune non inferiore a 1/5 della popolazione avanzi al sindaco proposte per l’adozione di atti amministrativi di competenza dell’ente e tali proposte siano sufficientemente dettagliate in modo da non lasciare dubbi sulla natura dell’atto e il suo contenuto dispositivo, il sindaco, ottenuto il parere dei responsabili dei servizi interessati e del segretario comunale, trasmette la proposta unitamente ai pareri all’organo competente e ai gruppi presenti in consiglio comunale.
  2. L’organo competente può sentire i proponenti e deve adottare le sue determinazioni, in via formale, entro trenta giorni dal ricevimento della proposta.
  3. Le determinazioni di cui al comma precedente sono pubblicate negli apposti spazi e sono comunicate formalmente ai primi tre firmatari della proposta.

 

Art. 36.

Referendum

  1. Un numero di elettori residente non inferiore al 25 % degli iscritti nelle liste elettorali può chiedere che vengono indetti referendum in tutte le materie di competenza comunale.
  2. Non possono essere indetti referendum in materia di tributi locali e di tariffe, di attivita amministrative vincolate da leggi statali o regionali e quando sullo stesso argomento è gia stato indetto un referendum nell’ultimo quinquennio. Sono, inoltre, escluse dalla potestà referendaria le seguenti materie:

a)  statuto comunale;

b)  regolamento del consiglio comunale;

c)  piano regolatore generale e strumenti urbanistici attuativi;

 

  1. Il quesito da sottoporre agli elettori deve essere di immediata comprensione e tale da non ingenerare equivoci.
  2. Sono ammesse richieste di referendum anche in ordine all’oggetto di atti amministrativi già approvati dagli organi competenti del comune, ad eccezione di quelli relativi alle materie di cui al precedente comma 2.
  3. Il consiglio comunale approva un regolamento nel quale vengono stabilite le procedure di ammissibilità, le modalità di raccolta delle firme, lo svolgimento delle consultazioni, la loro validità e la proclamazione del risultato.
  4. Il consiglio comunale deve prendere atto del risultato della consultazione referendaria, entro 30 giorni dalla proclamazione dei risultati, e provvedere con atto formale in merito all’oggetto della stessa.
  5. Non si procede agli adempimenti del comma precedente se non ha partecipato alle consultazioni almeno  la metà più uno degli aventi diritto.
  6. Il mancato recepimento delle indicazioni approvate dai cittadini, nella consultazione referendaria, deve essere adeguatamente motivato e deliberato dalla maggioranza assoluta dei consiglieri comunali.
  7. Nel caso in cui la proposta, sottoposta a referendum, sia approvata dalla maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto, il consiglio comunale e la giunta non possono assumere decisioni contrastanti con essa.

 

 

Art. 41.

Accesso agli atti

  1. Ciascun cittadino ha libero accesso alla consultazione degli atti dell’amministrazione comunale e dei soggetti, anche privati, che gestiscono servizi pubblici
  2. Possono essere sottratti alla consultazione soltanto gli atti che esplicite disposizioni legislative dichiarano riservati o sottoposti a limiti di divulgazione.
  3. La consultazione degli atti di cui al primo comma, deve avvenire senza particolari formalità, con richiesta motivata dell’interessato, nei tempi stabiliti da apposito regolamento.
  4. In caso di diniego da parte dell’impiegato o funzionario che ha in deposito l’atto, l’interessato può rinnovare la richiesta per iscritto al sindaco del comune, che deve comunicare le proprie determinazioni in merito entro 30 giorni dal ricevimento della richiesta stessa
  5. In caso di diniego devono essere esplicitamente citati gli articoli di legge che impediscono la divulgazione dell’atto richiesto.
  6. Il regolamento stabilisce i tempi e le modalità per l’esercizio dei diritti previsti nel presente articolo.

 

ART. 42

Diritto di informazione

 

1.  Tutti gli atti dell'amministrazione, a esclusione di quelli    aventi destinatario determinato, sono pubblici e devono essere adeguatamente pubblicizzati.

2. La pubblicazione avviene, di norma, mediante affissione in apposito spazio, facilmente accessibile a tutti, situato nell'atrio del palazzo comunale e, su indicazione del sindaco ,in appositi spazi, a ci ò destinati.  

3. L'affissione viene curata dal segretario comunale che si avvale di un messo e, su attestazione di questi, certifica l'avvenuta pubblicazione.

4. Gli atti aventi destinatario determinato devono essere notificati all'interessato.

5. Le ordinanze, i conferimenti di contributi a enti e associazioni devono essere pubblicizzati mediante affissione          all'albo pretorio.

6. Inoltre, per gli atti più importanti, individuati nel regolamento, deve essere disposta l'affissione negli spazi pubblicitari e ogni altro mezzo necessario a darne opportuna divulgazione.

 

 

 

CAPO IV

Difensore civico

 

ART. 43

Nomina

 

l.          E' possibile prevedere la nomina del difensore civico. Lo stesso ,se previsto, deve essere  nominato dal consiglio comunale, salvo che non sia scelto in forma di convenzionamento con altri comuni o con la provincia di Potenza a scrutinio segreto e a maggioranza dei due terzi dei consiglieri.

2.         Ciascun cittadino che abbia i requisiti di cui al presente articolo può far pervenire la propria candidatura all'amministrazione comunale che ne predispone apposito elenco previo controllo dei requisiti.

3. La designazione del difensore civico deve avvenire tra persone che per preparazione ed esperienza diano ampia garanzia di indipendenza, probità e competenza giuridico - amministrativa e siano in possesso del diploma di laurea in scienze politiche, giurisprudenza, economia e commercio o equipollenti.

4.         Il difensore civico rimane in carica quanto il consiglio che lo ha eletto ed esercita le sue funzioni fino all'insediamento del successore.

5.         Non può essere nominato difensore civico:

a)         chi si trova in condizioni di ineleggibilità alla carica di consigliere comunale;

b)         i parlamentari, i consiglieri regionali, provinciali e comunali, i membri dei consorzi tra comuni e delle comunità montane, i membri del comitato regionale di controllo, i ministri di culto, i membri di partiti politici;

e)         i dipendenti del comune, gli amministratori e i dipendenti di persone giuridiche, enti, istituti e aziende che abbiano rapporti contrattuali con l'amministrazione comunale o che ricevano da essa a qualsiasi titolo sovvenzioni o contributi;

d)        chi fornisca prestazioni di lavoro autonomo all'amministrazione comunale;

e)         chi sia coniuge o abbia rapporti di parentela o affinità entro il quarto grado con amministratori del comune, suoi dipendenti od il segretario comunale.

 

ART. 44

Decadenza

 

l.          Il difensore civico decade dal suo incarico nel caso sopravvenga una condizione che ne osterebbe la nomina o nel caso egli tratti privatamente cause inerenti l'amministrazione comunale.

2.         La decadenza è pronunciata dal consiglio comunale.

3.         Il difensore civico può essere revocato dal suo incarico per gravi motivi con deliberazione assunta a maggioranza dei due terzi dei consiglieri.

4.         In ipotesi di surroga, per revoca, decadenza o dimissioni, prima che termini la scadenza naturale dell'incarico, sarà il consiglio comunale a provvedere.

 

ART. 45

Funzioni

 

l.          Il difensore civico ha il compito di intervenire presso gli organi e uffici del comune allo scopo di garantire l'osservanza del presente statuto e dei regolamenti comunali, nonché il rispetto dei diritti dei cittadini italiani e stranieri.

2. Il difensore civico deve intervenire dietro richiesta degli

interessati o per iniziativa propria ogni volta che ritiene sia stata violata la legge, lo statuto o il regolamento.

3.         Il difensore civico deve provvedere affinché la violazione, per quanto possibile, venga eliminata e può dare consigli e indicazioni alla parte offesa affinché la stessa possa tutelare i propri diritti e interessi nelle forme di legge.

4.         Il difensore civico deve inoltre vigilare affinché a tutti i cittadini siano riconosciuti i medesimi diritti.

5.         Il difensore civico deve garantire il proprio interessamento a vantaggio di chiunque si rivolga a lui; egli deve essere disponibile per il pubblico ,nel suo ufficio, almeno un giorno alla settimana.

6.         Il difensore civico esercita il controllo sulle deliberazioni comunali di cui all'art. 17, comma 38 della legge 15 maggio 1997 n. 127 secondo le modalità previste dall'art. 17, comma 39, dell'ultima legge citata.

 

 

ART. 46

Facoltà e prerogative

 

l.          L'ufficio del difensore civico ha sede presso idonei locali messi a disposizione dell'amministrazione comunale, unitamente ai servizi e alle attrezzature necessarie allo svolgimento del suo incarico.

2.         Il difensore civico nell'esercizio del suo mandato può consultare gli atti e i documenti in possesso dell'amministrazione comunale e dei concessionari di pubblici servizi.

3.         Egli, inoltre ,può convocare il responsabile del servizio interessato e richiedergli documenti, notizie, chiarimenti senza che possa essergli opposto il segreto d'ufficio.

4.         Il difensore civico riferisce entro 30 giorni l'esito del proprio operato, verbalmente o per iscritto, al cittadino che gli ha richiesto l'intervento e segnala agli organi comunali le disfunzioni, le illegittimità o i ritardi riscontrati.

5.         Il difensore civico può ,altresì, invitare l'organo competente ad adottare gli atti amministrativi che reputa opportuni, concordandone eventualmente il contenuto.

6.         E', facoltà del difensore civico, quale garante dell'imparzialità e del buon andamento delle attività della p.a. di presenziare, senza diritto di voto o di intervento, alle sedute pubbliche delle commissioni concorsuali, aste pubbliche, licitazioni private, appalti concorso.  A tal fine deve essere informato della data di dette riunioni.

 

 

ART.47

Relazione annuale

 

l.          Il difensore civico presenta ogni anno, entro il mese di marzo, la relazione relativa all'attività svolta nell'anno precedente, illustrando i casi seguiti, le disfunzioni, i ritardi e le illegittimità riscontrate e formulando i suggerimenti che ritiene più opportuni allo scopo di eliminarle.

2. Il difensore civico, nella relazione di cui al primo comma,può altresì indicare proposte rivolte a migliorare il funzionamento dell'attività amministrativa e l'efficienza dei servizi pubblici, nonché a garantire l'imparzialità delle decisioni.

3.         La relazione deve essere affissa all'albo pretorio, trasmessa a tutti i consiglieri comunali e discussa entro 30 giorni in consiglio comunale.

4.         Tutte le volte che ne ravvisa l'opportunità, il difensore civico può segnalare singoli casi o questioni al sindaco affinché siano discussi nel consiglio comunale, che deve essere convocato entro 30 giorni.

 

ART. 48

Indennità di funzione

 

l.          Al difensore civico è corrisposta un'indennità di funzione il cui importo è determinato annualmente dal consiglio comunale.

 

 

CAPO V

Procedimento amministrativo

 

ART. 49

Diritto di intervento nei procedimenti

 

l.          Chiunque sia portatore di un diritto o di un interesse legittimo coinvolto in un procedimento amministrativo ha facoltà di intervenirvi, tranne che nei casi espressamente previsti dalla legge o dal regolamento.

2           L'amministrazione comunale deve rendere pubblico il nome del funzionario responsabile della procedura, di colui che è delegato ad adottare le decisioni in merito e il termine entro cui le decisioni devono essere adottate.

 

 

 

ART. 50

Procedimenti ad istanza di parte

 

l.          Nel caso di procedimenti, ad istanza di parte, il soggetto che ha presentato l'istanza può chiedere di essere sentito dal funzionario o dall'amministratore che deve pronunciarsi in merito.

2.         Il funzionario o l'amministratore devono sentire l'interessato entro 30 giorni dalla richiesta o nel termine inferiore stabilito dal regolamento.

3.         Ad ogni istanza rivolta a ottenere l'emanazione di un atto o provvedimento amministrativo deve essere data opportuna risposta per iscritto nel termine stabilito dal regolamento, comunque non superiore a 60 giorni.

4.         Nel caso l'atto o provvedimento richiesto possa incidere negativamente su diritti o interessi legittimi di altri soggetti ,il funzionario responsabile deve dare loro comunicazione della richiesta ricevuta.

5.         Tali soggetti possono inviare all'amministrazione istanze, memorie, proposte o produrre documenti entro 15 giorni dal ricevimento della comunicazione.

 

 

ART. 51

Procedimenti a impulso di ufficio

 

l.          Nel caso di procedimenti ad impulso d'ufficio il funzionario responsabile deve darne comunicazione ai soggetti i quali siano portatori di diritti od interessi legittimi che possano essere pregiudicati dall'adozione dell'atto amministrativo, indicando il termine non minore di 15 giorni, salvo i casi di particolare urgenza individuati dal regolamento, entro il quale gli interessati possono presentare istanze, memorie, proposte o produrre documenti.

2.         1 soggetti interessati possono, altresì, nello stesso termine chiedere di essere sentiti personalmente dal funzionario responsabile o dall'amministratore che deve pronunciarsi in merito.

3.         Qualora, per l'elevato numero degli interessati sia particolarmente gravosa la comunicazione personale di cui al primo comma, è consentito sostituirla con la pubblicazione ai sensi dell'art. 42 dello statuto.

 

ART. 52

Determinazione del contenuto dell'atto

 

l.          Nei casi previsti dai due articoli precedenti, e sempre che siano state puntualmente osservate le procedure ivi previste, il contenuto volitivo dell'atto può risultare da un accordo tra il soggetto privato interessato e la giunta comunale.

2.         In tal caso è necessario che di tale accordo sia dato atto nella premessa e che il contenuto dell'accordo medesimo sia comunque tale da garantire il pubblico interesse e l'imparzialità dell'amministrazione.

 

 

 

 

 

 

 

TITOLO IV

Attività amministrativa

 

 

ART. 53

Obiettivi dell'attività amministrative

 

l.          Il comune informa la propria attività amministrativa ai principi di democrazia, di partecipazione, di trasparenza, di efficienza, di efficacia, di economicità e di semplicità delle procedure.

2.         Gli organi istituzionali del comune e i dipendenti responsabili dei servizi sono tenuti a provvedere, sulle istanze degli interessati, nei modi e nei termini stabiliti dalla legge, dal presente statuto e dai regolamenti di attuazione.

3.         Il comune, allo scopo di soddisfare le esigenze dei cittadini, attua le forme di partecipazione previste dal presente statuto, nonché forme di cooperazione con altri comuni e con la provincia.

 

ART. 54

Servizi pubblici comunali

 

l.          Il comune può istituire e gestire servizi pubblici che abbiano per oggetto produzione di beni e servizi o l'esercizio di attività rivolte a perseguire fini sociali e a promuovere lo sviluppo economico e civile della comunità locale.

2.         I servizi da gestirsi con diritto di privativa sono stabiliti dalla legge.

 

 

ART. 55

Forme di gestione dei servizi pubblici

 

l.          Il consiglio comunale può deliberare l'istituzione e l'esercizio dei pubblici servizi nelle seguenti forme:

a)         in economia, quando per le modeste dimensioni o per le caratteristiche del servizio, non sia opportuno costituire un'istituzione o un'azienda;

b)         in concessione a terzi quando esistano ragioni tecniche, economiche e di opportunità sociale;

c)         a mezzo di azienda speciale, anche per la gestione di più servizi di rilevanza economica e imprenditoriale;

d)        a mezzo di istituzione, per l'esercizio di servizi sociali senza rilevanza imprenditoriale;

e)         a mezzo di società per azioni o a responsabilità limitata a prevalente capitale pubblico, qualora si renda opportuna, in relazione alla natura del servizio da erogare, la partecipazione di altri soggetti pubblici e privati;

f)         a mezzo di convenzioni, consorzi, accordi di programma, unioni di comuni nonché in ogni altra forma consentita dalla legge.

2.         Il comune può partecipare a società per azioni, a prevalente capitale pubblico per la gestione di servizi che la legge non riserva in via esclusiva al comune.

3.         Il comune può, altresì, dare impulso e partecipare, anche indirettamente, ad attività economiche connesse ai suoi fini istituzionali avvalendosi dei principi e degli strumenti di diritto comune.

4.         I poteri, a eccezione del referendum, che il presente statuto riconosce ai cittadini nei confronti degli atti del comune sono estesi anche agli atti delle aziende speciali, delle istituzioni e delle società di capitali a maggioranza pubblica.

 

ART. 56

Aziende speciali

 

l.          Il consiglio comunale può deliberare la costituzione di aziende speciali, dotate di personalità giuridica e di autonomia gestionale e imprenditoriale, e ne approva lo statuto.

2.         Le aziende speciali informano la loro attività a criteri di trasparenza, di efficacia, di efficienza e di economicità e hanno l'obbligo del pareggio finanziario ed economico da conseguire attraverso l'equilibrio dei costi e dei ricavi, ivi compresi i trasferimenti.

3.         I servizi di competenza delle aziende speciali possono essere esercitati anche al di fuori del territorio comunale, previa stipulazione di accordi tesi a garantire l'economicità e la migliore qualità dei servizi.

 

 

ART. 57

Struttura delle aziende speciali

 

l.          Lo statuto delle aziende speciali ne disciplina la struttura, il funzionamento, le attività e i controlli.

2.         Sono organi delle aziende speciali il consiglio di amministrazione, il presidente, il direttore e il collegio di revisione.

3.         Il presidente e gli amministratori delle aziende speciali sono nominati dal sindaco fra le persone in possesso dei requisiti di eleggibilità a consigliere comunale dotate di speciale competenza tecnica o amministrativa per studi compiuti, per funzioni esercitate presso aziende pubbliche o private o per uffici ricoperti.

4.         Il direttore è assunto per pubblico concorso, salvo i casi previsti dal T.u. 2578/25 in presenza dei quali si può procedere alla chiamata diretta.

5.         Il consiglio comunale provvede alla nomina del collegio dei revisori dei conti, conferisce il capitale di dotazione e determina gli indirizzi e le finalità dell'amministrazione delle aziende, ivi compresi criteri generali per la determinazione delle tariffe per la fruizione dei  servizi.

6.         Il consiglio comunale approva, altresì, i bilanci annuali e pluriennali, i programmi e il conto consuntivo delle aziende speciali ed esercita la vigilanza sul loro operato.

7.         Gli amministratori delle aziende speciali possono essere revocati soltanto per gravi violazioni di legge, documentata inefficienza o difformità rispetto agli indirizzi e alle finalità dell'amministrazione approvate dal consiglio comunale.

 

ART. 58

Istituzioni

 

l.          Le istituzioni sono organismi strumentali del comune privi di personalità giuridica, ma dotate di autonomia gestionale.

2.         Sono organi delle istituzioni il consiglio di amministrazione, il presidente e il direttore.

3.         Gli organi dell'istituzione sono nominati dal sindaco che può revocarli per gravi violazioni di legge, per documentata inefficienza o per difformità rispetto agli indirizzi e alle finalità dell'amministrazione.

4.         Il consiglio comunale determina gli indirizzi e le finalità dell'amministrazione delle istituzioni, ivi compresi i criteri generali per la determinazione delle tariffe per la fruizione dei beni o servizi, approva i bilanci annuali e pluriennali, i programmi e il conto consuntivo delle aziende speciali ed esercita la vigilanza sul loro operato.

5.         Il consiglio di amministrazione provvede alla gestione dell'istituzione deliberando nell'ambito delle finalità e degli indirizzi approvati dal consiglio comunale e secondo le modalità organizzative e funzionari previste nel regolamento

6.         Il regolamento può anche prevedere forme di partecipazione dei cittadini o degli utenti alla gestione o al controllo dell'istituzione.

 

ART. 59

Società per azioni o a responsabilità limitata

 

l. Il consiglio comunale può approvare la partecipazione dell'ente a società per azioni o a responsabilità limitata per la gestione di servizi pubblici, eventualmente provvedendo anche alla loro costituzione.

2.         Nel caso di servizi pubblici di primaria importanza la partecipazione del comune, unitamente a quella di altri eventuali enti pubblici, dovrà essere obbligatoriamente maggioritaria.

3.         L'atto costitutivo, lo statuto o l'acquisto di quote o azioni devono essere approvati dal consiglio comunale e deve in ogni caso essere garantita la rappresentatività dei soggetti pubblici negli organi di amministrazione.

4.         Il comune sceglie i propri rappresentanti tra soggetti di specifica competenza tecnica e professionale e nel concorrere agli atti gestionali, considera gli interessi dei consumatori e degli utenti.

5.         I consiglieri comunali non possono essere nominati nei consigli di amministrazione delle società per azioni o a responsabilità limitata.

6.         Il sindaco o un suo delegato partecipa all'assemblea dei soci in rappresentanza dell'ente.

7.         Il consiglio comunale provvede a verificare annualmente l'andamento della società per azioni o a responsabilità limitata e a controllare che l'interesse della collettività sia adeguatamente tutelato nell'ambito dell'attività esercitata dalla società medesima.

 

ART. 60

Convenzioni

 

l.          Il consiglio comunale, su proposta della giunta, delibera apposite convenzioni da stipularsi con amministrazioni statali, altri enti pubblici o con privati al fine di fornire in modo coordinato servizi pubblici.

2.         Le convenzioni devono stabilire i fini, la durata, le forme di consultazione degli enti contraenti, i loro rapporti finanziari e i reciproci obblighi e garanzie.

 

 

 

ART. 61

Consorzi

 

l.          Il comune può partecipare alla costituzione di consorzi con altri enti locali per la gestione associata di uno o più servizi secondo le norme previste per le aziende speciali in quanto applicabili.

2.         A questo fine il consiglio comunale approva, a maggioranza assoluta dei componenti, una convenzione ai sensi del precedente articolo, unitamente allo statuto del consorzio.

3.         La convenzione deve prevedere l'obbligo a carico del consorzio della trasmissione al comune degli atti fondamentali che dovranno essere pubblicati con le modalità di cui all'art. 42, 2° comma del presente statuto.

4.         Il sindaco o un suo delegato fa parte dall'assemblea del consorzio con responsabilità pari alla quota di partecipazione fissata dalla convenzione e dallo statuto del consorzio.

 

ART. 62

Accordi di programma

 

l.          Il sindaco per la definizione e l'attuazione di opere, di interventi o di programmi di intervento che richiedono, per la loro completa realizzazione, l'azione integrata e coordinata del comune e di altri soggetti pubblici, in relazione alla competenza primaria o prevalente del comune sull'opera o sugli interventi o sui programmi di intervento, promuove la conclusione di un accordo di programma per assicurare il coordinamento delle azioni e per determinarne i tempi, le modalità, il finanziamento e ogni altro connesso adempimento.

2.         L'accordo di programma, consistente nel consenso unanime del presidente della regione, del presidente della provincia, dei sindaci delle amministrazioni interessate, viene definito in un'apposita conferenza la quale provvede altresì all'approvazione formale dell'accordo stesso ai sensi dell'art. 27, comma 4, della legge 8 giugno 1990 n. 142, modificato dall'art. 17, comma 9, della legge n. 127/97.

3.         Qualora l'accordo sia adottato con decreto del presidente della regione e comporti variazioni degli strumenti urbanistici, l'adesione del sindaco allo stesso deve essere ratificata dal consiglio comunale entro 30 giorni a pena di decadenza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TITOLO V

Uffici e personale

 

CAPO I

Uffici

 

 

ART. 63

Principi strutturali e organizzativi

 

l.          L'amministrazione del comune si esplica mediante il perseguimento di obiettivi specifici e deve essere improntata ai seguenti principi:

a)         un'organizzazione del lavoro per progetti, obiettivi e programmi;

b)         l'analisi e l'individuazione delle produttività e dei carichi funzionari di lavoro e del grado di efficacia dell'attività svolta da ciascun elemento dell'apparato;

e)         l'individuazione di responsabilità strettamente collegata all'ambito di autonomia decisionale dei soggetti;

d)        il superamento della separazione rigida delle competenze nella divisione del lavoro e il conseguimento della massima flessibilità delle strutture e del personale e della massima collaborazione tra gli uffici.

 

ART. 64

Organizzazione degli uffici e del personale

 

I.         Il comune disciplina con appositi atti la dotazione organica del personale e, in conformità alle norme del presente statuto, l'organizzazione degli uffici e dei servizi sulla base della distinzione tra funzione politica e di controllo attribuita al consiglio comunale, al sindaco e alla giunta e funzione di gestione amministrativa attribuita al direttore generale e ai responsabili degli uffici e dei servizi.

2.         Gli uffici sono organizzati secondo i principi di autonomia, trasparenza ed efficienza e criteri di funzionalità, economicità di gestione e flessibilità della struttura.

3.         I servizi e gli uffici operano sulla base dell'individuazione delle esigenze dei cittadini, adeguando costantemente la propria azione amministrativa e i servizi offerti, verificandone la rispondenza ai bisogni e l'economicità.

4.         Gli orari dei servizi aperti al pubblico vengono fissati per il miglior soddisfacimento delle esigenze dei cittadini.

 

ART. 65

Regolamento degli uffici e dei servizi

 

l.     Il comune attraverso il regolamento di organizzazione stabilisce le norme generali per l'organizzazione e il funzionamento degli uffici e, in particolare, le attribuzioni e le responsabilità di ciascuna struttura organizzativa, i rapporti reciproci tra uffici e servizi e tra questi, il direttore e gli organi amministrativi.

2.       I regolamenti si uniformano al principio secondo cui agli organi di governo è attribuita la funzione politica di indirizzo e di controllo, intesa come potestà di stabilire in piena autonomia obiettivi e finalità dell'azione amministrativa in ciascun settore e di verificarne il conseguimento; al direttore e ai funzionari responsabili spetta, ai fini del perseguimento degli obiettivi assegnati, il compito di definire, congruamente con i fini istituzionali, gli obiettivi più operativi e la gestione amministrativa, tecnica e contabile secondo principi di professionalità e responsabilità.

3.         L'organizzazione del comune si articola in unità operative che sono aggregate, secondo criteri di omogeneità, in strutture progressivamente più ampie, come disposto dall'apposito regolamento anche mediante il ricorso a strutture trasversali o di staff intersettoriali.

4.         Il comune recepisce e applica gli accordi collettivi nazionali approvati nelle forme di legge e tutela la libera organizzazione sindacale dei dipendenti, stipulando con le rappresentanze sindacali gli accordi collettivi decentrati ai sensi delle norme di legge e contrattuali in vigore.

 

ART. 66

Diritti e doveri dei dipendenti

 

l.          I dipendenti comunali, inquadrati in ruoli organici e ordinati secondo qualifiche funzionari in conformità alla disciplina generale sullo stato giuridico e il trattamento economico del personale stabilito dalla legge e dagli accordi collettivi nazionali, svolgono la propria attività al servizio e nell'interesse dei cittadini.

2.         Ogni dipendente comunale è tenuto ad assolvere con correttezza e tempestività agli incarichi di competenza dei relativi uffici e servizi e, nel rispetto delle competenze dei rispettivi ruoli, a raggiungere gli obiettivi assegnati.  Egli è altresì direttamente responsabile verso il direttore, il responsabile degli uffici e dei servizi e l'amministrazione degli atti compiuti e dei risultati conseguiti nell'esercizio delle proprie funzioni.

3.         Il regolamento organico determina le condizioni e le modalità con le quali il comune promuove l'aggiornamento e l'elevazione professionale del personale, assicura condizioni di lavoro idonee a preservarne la salute e l'integrità psicofisica e garantisce pieno ed effettivo esercizio delle libertà e dei diritti sindacali.

4.         L'approvazione dei ruoli dei tributi e dei canoni nonché la stipulazione, in rappresentanza dell'ente, dei contratti già approvati, compete al personale responsabile delle singole aree e dei diversi servizi, nel rispetto delle direttive impartite dal sindaco, dal direttore e dagli organi collegiali.

5.         Il personale, di cui al precedente comma provvede altresì al rilascio delle autorizzazioni e, delle concessioni edilizie e alla pronuncia delle ordinanze di natura non continuabile e urgente.

6.         Il regolamento di organizzazione individua forme e modalità di gestione della tecnostruttura comunale.

 

CAPO II

Personale direttivo

 

ART. 67

Direttore generale

 

l.          Il sindaco, previa delibera della giunta comunale, può nominare un direttore generale, al di fuori della dotazione organica e con un contratto a tempo determinato, secondo i criteri stabiliti dal regolamento di organizzazione, dopo aver stipulato apposita convenzione tra comuni le cui popolazioni assommate raggiungano i 15 mila abitanti.

2.         In tal caso il direttore generale dovrà provvedere alla gestione coordinata o unitaria dei servizi tra i comuni interessati.

 

ART. 68

Compiti del direttore generale

 

l.          Il direttore generale provvede ad attuare gli indirizzi e gli obiettivi stabiliti dagli organi di governo dell'ente secondo le direttive che, a tale riguardo, gli impartirà il sindaco.

2.         Il direttore generale sovrintende alle gestioni dell'ente perseguendo livelli ottimali di efficacia ed efficienza tra i responsabili di servizio che allo stesso tempo rispondono nell'esercizio delle funzioni loro assegnate.

 

3.         La durata dell'incarico non può eccedere quella del mandato elettorale del sindaco, che può precedere alla sua revoca previa delibera della giunta comunale nel caso in cui non riesca a raggiungere gli obiettivi fissati o quando sorga contrasto con le linee di politica amministrativa della giunta, nonché in ogni altro caso di grave opportunità.

4.         Quando non risulta stipulata la convenzione per il servizio di direzione generale, le relative funzioni possono essere conferite dal sindaco al segretario comunale, sentita la giunta comunale.

 

ART. 69

Funzioni del direttore generale

 

l.          Il direttore generale predispone la proposta di piano esecutivo di gestione e del piano dettagliato degli obiettivi previsto dalle norme della contabilità, sulla base degli indirizzi forniti dal sindaco e dalla giunta comunale.

2.         Egli in particolare esercita le seguenti funzioni:

a)         predispone, sulla base delle direttive stabilite dal sindaco, programmi organizzativi o di attuazione, relazioni o studi particolari;

b)         organizza e dirige il personale, coerentemente

con gli indirizzi funzionari stabiliti dal sindaco e dalla giunta;

c)         verifica l'efficacia e l'efficienza dell'attività degli uffici e del personale a essi preposto;

d)        promuove i procedimenti disciplinari nei confronti dei responsabili degli uffici e dei servizi e adotta le sanzioni sulla base di quanto prescrive il regolamento, in armonia con le previsioni dei contratti collettivi di lavoro;

e)         autorizza  le prestazioni di lavoro straordinario, i congedi, i permessi dei responsabili dei servizi;

f)         emana gli atti di esecuzione delle deliberazioni non demandati alla competenza del sindaco o dei responsabili dei servizi;

g)         gestisce i processi di mobilità intersettoriale del personale;

h)         riesamina annualmente, sentiti i responsabili dei settori, l'assetto organizzativo dell'ente e la distribuzione dell'organico effettivo, proponendo alla giunta e al sindaco eventuali provvedimenti in merito;

i)          promuove i procedimenti e adotta, in via surrogatoria, gli atti di competenza dei responsabili dei servizi nei casi in cui essi siano temporaneamente assenti, previa istruttoria curata dal servizio competente;

j)          promuove e resiste alle liti, ed ha il potere di conciliare e di transigere.

 

 

ART. 70

Responsabili degli uffici e dei servizi

 

l.          I responsabili degli uffici e dei servizi sono nominati dal Sindaco,con le modalità stabilite nel Regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi.

2.         I responsabili provvedono ad organizzare gli uffici e i servizi a essi assegnati in base alle indicazioni ricevute dal direttore generale, se nominato, ovvero dal segretario e secondo le direttive impartite dal sindaco e dalla giunta comunale.

3.         Essi nell'ambito delle competenze loro assegnate provvedono a gestire l'attività dell'ente e ad attuare gli indirizzi e a raggiungere gli obiettivi indicati dal direttore, se nominato, dal sindaco e dalla giunta comunale.

 

 

ART. 71

Funzioni dei responsabili degli uffici e dei servizi

 

1.  Il Sindaco,con provvedimento motivato ,fatta salva l’applicazione dell’art. 97,comma 4°lett. d), del D.Lgs. n. 267/2000,attribuisce ai responsabili degli uffici e dei servizi, anche in deroga a ogni diversa disposizione,le funzioni di cui all’art. 107, commi 2° e 3° ,di detto D.Lgs.

2.  Tutte le disposizioni previgenti al D,Lgs. n. 267/2000 che attribuivano competenze di gestione agli organi politici devono essere interpretate nel senso che tali competenze sono attribuite in via esclusiva ai Responsabili degli uffici.

3.  A titolo meramente esemplificato e per dirimere incertezze,spettano ai Responsabili,oltre alle funzioni elencate ai commi 2° e 3°dell’art. 107 del D.Lgs. n. 267/2000, anche:

-le determinazioni a contrarre e relative procedure;

-la gestione delle fasi della progettazione,dell’affidamento e della esecuzione dei lavori pubblici (al   

  responsabile unico del procedimento);

-l’approvazione dei progetti esecutivi,dei capitolati speciali e degli schemi dei disciplinari degli

incarichi;

-l’adozione dei provvedimenti di autotutela relativi agli atti di loro competenza;

-l’adozione dei provvedimenti inerenti l’esecuzione dei contratti ( revisione prezzi,approvazione stati   

  e certificati di avanzamento lavori,approvazione perizie di variante che non determinano sostanziali  

  modifiche degli interventi,applicazione di penali ecc.);

- l’approvazione di collaudi dei certificati di regolare esecuzione;

- l’adozione dei provvedimenti inerenti la risoluzione delle controversie nascenti dall’esecuzione dei contratti;

- la gestione delle procedure in economia;

 

 

 

 

ART. 72

Incarichi dirigenziali e di alta specializzazione

1.    gli incarichi dirigenziali,di alta specializzazione,di area direttiva e di collaborazione esterne ad alto contenuto di professionalità sono attribuite e definiti dal Sindaco secondo le modalità ed i criteri stabiliti dagli artI. 109 e 110 del D.Lgs. n. 267/2000;

 

2.    I contratti a tempo determinato non possono essere trasformati a tempo indeterminato, salvo che non lo consentano apposite norme di legge.

 

ART. 73

Collaborazioni esterne

 

l. Il regolamento può prevedere collaborazioni esterne, ad alto contenuto di professionalità, con rapporto di lavoro autonomo per obiettivi determinati e con convenzioni a termine.

2.         Le norme regolamentari per il conferimento degli incarichi di collaborazione a soggetti estranei all'amministrazione devono stabilirne la durata, che non potrà essere superiore alla durata del programma, e i criteri per la determinazione del relativo trattamento economico.

 

ART. 74

Ufficio di indirizzo e di controllo

 

l. Il regolamento può prevedere la costituzione di uffici posti alle dirette dipendenze del sindaco, della giunta comunale o degli assessori, per l'esercizio delle funzioni di indirizzo e di controllo loro attribuite dalla legge, costituiti da dipendenti dell'ente o da collaboratori assunti a tempo determinato purché l'ente non sia dissestato e/o non versi nelle situazioni strutturate deficitarie di cui all'art. 45 del dlgs n. 504/92.

 

 

CAPO III

Il segretario comunale

 

ART. 75

Segretario comunale

 

l.          Il segretario comunale è nominato dal sindaco, da cui dipende funzionalmente ed è scelto nell'apposito albo.

2.         Il consiglio comunale può approvare la stipulazione di convenzioni con altri comuni per la gestione consortile dell'ufficio del segretario comunale.

3.         Lo stato giuridico e il trattamento economico del segretario comunale sono stabiliti dalla legge e dalla contrattazione collettiva.

4.         Il segretario comunale, nel rispetto delle direttive impartite dal sindaco, presta consulenza giuridica agli organi del comune.

 

ART. 76

Funzioni del segretario comunale

 

l.          Il segretario comunale partecipa alle riunioni di giunta e del consiglio e ne redige i verbali che sottoscrive insieme al sindaco.

2. Il segretario comunale può partecipare a commissioni di studio e di lavoro interne all'ente e, con l'autorizzazione del sindaco, a quelle esterne; egli, su richiesta, formula i pareri ed esprime valutazioni di ordine tecnico-giuridico al consiglio, alla giunta, al sindaco, agli assessori e ai singoli consiglieri.

3..II segretario comunale riceve dai consiglieri le richieste di trasmissione delle deliberazioni della giunta soggette a controllo eventuale del difensore civico.

4.         Egli presiede l'ufficio comunale per le elezioni in occasione delle consultazioni popolari e dei referendum e riceve le dimissioni del sindaco, degli assessori o dei consiglieri nonché le proposte di revoca e la mozione di sfiducia.

5.         Il segretario comunale roga i contratti del comune, nei quali l'ente è parte, quando non sia necessaria l'assistenza di un notaio, e autentica le scritture private e gli atti unilaterali nell'interesse dell'ente, ed esercita infine ogni altra funzione attribuitagli dallo statuto o dal regolamento conferitagli dal sindaco.

 

 

CAPO IV

La responsabilità

 

ART. 77

Responsabilità verso il comune

 

l.          Gli amministratori e i dipendenti comunali sono tenuti a risarcire al comune i danni derivanti da violazioni di obblighi di servizio.

2.         Il sindaco, il segretario comunale, il responsabile del servizio che vengano a conoscenza, direttamente od in seguito a rapporto cui sono tenuti gli organi inferiori, di fatti che diano luogo a responsabilità ai sensi del primo comma, devono farne denuncia al procuratore della Corte dei conti, indicando tutti gli elementi raccolti per l'accertamento della responsabilità e la determinazione dei danni.

3.         Qualora il fatto dannoso sia imputabile al segretario comunale o ad un responsabile di servizio la denuncia è fatta a cura del sindaco.

 

ART. 78

Responsabilità verso terzi

 

l.          Gli amministratori, il segretario, il direttore e i dipendenti comunali che, nell'esercizio delle funzioni loro conferite dalle leggi e dai regolamenti, cagionino ad altri, per dolo o colpa grave, un danno ingiusto sono personalmente obbligati a risarcirlo.

2.         Ove il comune abbia corrisposto al terzo l'ammontare del danno cagionato dall'amministratore, dal segretario o dal dipendente si rivale agendo contro questi ultimi a norma del precedente articolo.

3.         La responsabilità personale dell'amministratore, del segretario, del direttore o del dipendente che abbia violato diritti di terzi sussiste sia nel caso di adozione di atti o di compimento di operazioni, sia nel caso di omissioni o nel ritardo ingiustificato di atti od operazioni al cui compimento l'amministratore o il dipendente siano obbligati per legge o per regolamento.

4.         Quando la violazione del diritto sia derivata da atti od operazioni di organi collegiali del comune, sono responsabili, in solido, il presidente e i membri del collegio che hanno partecipato all'atto od operazione.  La responsabilità è esclusa per coloro che abbiano fatto constatare nel verbale il proprio dissenso.

 

 

ART. 79 Responsabilità dei contabili

 

 

l.          Il tesoriere e ogni altro contabile che abbia maneggio di denaro del comune o sia incaricato della gestione dei beni comunali, nonché chiunque ingerisca, senza legale autorizzazione, nel maneggio del denaro del comune deve rendere il conto della gestione ed è soggetto alle responsabilità stabilite nelle norme di legge e di regolamento.

 

 

 

CAPO V

Finanza e contabilità

 

ART. 80

Ordinamento

 

l.          L'ordinamento della finanza del comune è riservato alla legge e, nei limiti da essa previsti,          dal regolamento.

2.         Nell'ambito della finanza pubblica il comune è titolare di autonomia finanziaria fondata su certezza di risorse proprie e trasferite.

3.         Il comune, in conformità delle leggi vigenti in materia, è altresì titolare di- potestà impositiva autonoma nel campo delle imposte, delle tasse e delle tariffe, ed ha un proprio demanio e patrimonio.

 

 

 

ART. 81

Attività finanziaria del comune

 

l.          Le entrate finanziarie del comune sono costituite da imposte proprie, addizionali e compartecipazioni ad imposte erariali e regionali, tasse e diritti per servizi pubblici, trasferimenti erariali, trasferimenti regionali, altre entrate proprie anche di natura patrimoniale, risorse per investimenti e da ogni altra entrata stabilita per legge o regolamento.

2.         I trasferimenti erariali sono destinati a garantire i servizi pubblici comunali indispensabili; le entrate fiscali finanziano i servizi pubblici ritenuti necessari per lo sviluppo della comunità e integrano la contribuzione erariale per l'erogazione dei servizi pubblici indispensabili.

3.         Nell'ambito delle facoltà concesse dalla legge il comune istituisce, sopprime e regolamenta, con deliberazione consiliare, imposte, tasse e tariffe.

4.         Il comune applica le imposte tenendo conto della capacità contributiva dei soggetti passivi secondo i principi di progressività stabiliti dalla Costituzione e applica le tariffe in modo da privilegiare le categorie più deboli della popolazione.

 

ART. 82

Amministrazione dei beni comunali

 

l.          Il sindaco dispone la compilazione dell'inventario dei beni demaniali e patrimoniali del comune da rivedersi, annualmente ,il segretario  e il ragioniere del comune sono responsabili dell'esattezza dell'inventario, delle successive aggiunte e modificazioni e della conservazione dei titoli, atti, carte e scritture relativi al patrimonio.

2.         I beni patrimoniali comunali non utilizzati in proprio e non destinati a funzioni sociali ai sensi del titolo secondo del presente statuto devono, di regola, essere dati in affitto; i beni demaniali possono essere concessi in uso con canoni la cui tariffa è determinata dalla giunta comunale.

3. Le somme provenienti dall'alienazione di beni, da lasciti, donazioni, riscossioni di crediti o, comunque, da cespiti da investirsi a patrimonio, debbono essere impiegate in titoli nominativi dello stato o nell'estinzione di passività onerose e nel miglioramento del patrimonio o nella realizzazione di opere pubbliche.

 

 

 

ART. 83

Bilancio comunale

 

l.          L'ordinamento contabile del comune è riservato alla legge dello stato e, nei limiti da questa fissati, al regolamento di contabilità.

2.         La gestione finanziaria del comune si svolge in base al bilancio annuale di previsione redatto in termini di competenza, deliberato dal consiglio comunale entro il termine stabilito dal regolamento, osservando i principi dell'universalità, unità, annualità, veridicità, pubblicità, dell'integrità e del pareggio economico e finanziario.

Il bilancio e gli allegati prescritti dalla legge devono essere redatti in modo da consentirne la lettura per programmi, servizi e interventi.

Gli impegni di spesa per essere  efficaci, devono contenere il visto di regolarità contabile attestante la relativa copertura finanziaria da parte del responsabile del servizio finanziario.  L'apposizione del visto rende esecutivo l'atto adottato.

 

ART.84

Rendiconto della gestione

 

l.          I fatti gestionali sono rilevati mediante contabilità finanziaria ed economica e dimostrati nel rendiconto comprendente il conto del bilancio, il conto economico e il conto del patrimonio.

 

2.         Il rendiconto è deliberato dal consiglio comunale entro il 30 giugno dell'anno successivo.

3.         La giunta comunale allega al rendiconto una relazione illustrativa con cui esprime le valutazioni di efficacia dell'azione condotta sulla base dei risultati conseguiti in rapporto ai programmi e ai costi sostenuti, nonché la relazione del collegio dei revisori dei conti.

 

ART. 85

Attività contrattuale

 

l.          Il comune, per il perseguimento dei suoi fini istituzionali, provvede mediante contratti agli appalti di lavori, alle forniture di beni e servizi, alle vendite, agli acquisti a titolo oneroso, alle permute e alle locazioni.

2.         La stipulazione dei contratti deve essere preceduta dalla determinazione del responsabile del procedimento di spesa.

3.         La determinazione deve indicare il fine che con il contratto si intende perseguire, l'oggetto, la forma e le clausole ritenute essenziali nonché le modalità di scelta del contraente in base alle disposizioni vigenti.

 

 

 

 

ART 86

Revisore  dei conti

 

l.    Il consiglio comunale elegge il revisore dei conti  secondo i criteri stabiliti dalla legge.

2.   Il revisore ha diritto di accesso agli atti e documenti dell'ente, dura in carica tre anni, è rieleggibile per una sola volta ed è revocabile per inadempienza, nonché quando ricorrono gravi motivi che influiscono negativamente sull'espletamento del mandato.

3.   Il revisore collabora con il consiglio comunale nella sua funzione di controllo e di indirizzo, esercita la vigilanza sulla regolarità contabile e finanziaria della gestione dell'ente e attesta la corrispondenza del rendiconto alle risultanze della gestione, redigendo apposita relazione, che accompagna la proposta di deliberazione consiliare del rendiconto del bilancio.

4.   Nella relazione di cui al precedente comma il revisore esprime rilievi e proposte tendenti a conseguire una migliore efficienza, produttività ed economicità della gestione.

5.   Il revisore, ove riscontri gravi irregolarità nella gestione dell'ente, ne riferisce immediatamente al consiglio.

6.   Il revisore risponde della verità delle sue attestazioni e adempie ai doveri con la diligenza del mandatario e del buon padre di famiglia.

7.   Al revisore dei conti possono essere affidate le ulteriori funzioni relative al controllo di gestione nonché alla partecipazione al nucleo di valutazione dei responsabili degli uffici e dei servizi di cui all'art. 20 del dlgs 3 febbraio 1993 n. 29.

 

ART. 87

Tesoreria

 

l. Il comune ha un servizio di tesoreria che comprende:

a)   la riscossione di tutte le entrate, di pertinenza comunale, versate dai debitori in base ad ordini di incasso e liste di carico e dal concessionario del servizio di riscossione dei tributi;

b)   la riscossione di qualsiasi altra somma spettante di cui il tesoriere è tenuto a dare comunicazione all'ente;

c)   il pagamento delle spese ordinate mediante mandati di pagamento nei limiti degli stanziamenti di bilancio e dei fondi di cassa disponibili;

d)   il pagamento, anche in mancanza dei relativi mandati, delle rate di ammortamento di mutui, dei contributi previdenziali e delle altre somme stabilite dalla legge.

 

2.   I rapporti del comune con il tesoriere sono regolati dalla legge, dal regolamento di contabilità nonché da apposita convenzione.

 

 

ART. 88

Controllo economico della gestione

 

l.          I responsabili degli uffici e dei servizi possono essere chiamati a eseguire operazioni di controllo economico-finanziario per verificare la rispondenza della gestione dei fondi loro assegnati dal bilancio e agli obiettivi fissati dalla giunta e dal consiglio.

2.         Le operazioni eseguite e le loro risultanze sono descritte in un verbale che, insieme con le proprie osservazioni e rilievi, viene rimesso alla giunta per gli eventuali provvedimenti di competenza, da adottarsi sentito il collegio dei revisori.

 

 

TITOLO VI

Disposizioni diverse

 

ART. 89

Iniziativa per il mutamento delle circoscrizioni provinciali

 

l.          Il comune esercita l'iniziativa per il mutamento delle circoscrizioni provinciali di cui     all'art.133 della Costituzione, osservando le norme emanate a tal fine dalla regione.

2.         L'iniziativa deve essere assunta con deliberazione approvata a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati.

 

ART. 90

Delega di funzioni alla comunità montana

 

l. Il consiglio comunale, con deliberazione assunta a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati, può delegare alla comunità montana l'esercizio di funzioni del comune.

2.         Il comune, nel caso di delega, si riserva poteri di indirizzo e di controllo.

 

ART. 91

Pareri obbligatori

 

l. Il comune è tenuto a chiedere i pareri prescritti da

qualsiasi norma avente forza di legge ai fini della programmazione, progettazione ed esecuzione di opere pubbliche, ai sensi dell'art. 16, commi 1-4, della legge 7 agosto 1990 n. 241, sostituito dall'art. 17, comma 24, della legge 127/97.

2.         Decorso infruttuosamente il termine di 45 giorni, il comune può prescindere dal parere.

 

ART.92

Interpretazione  dello statuto

 

1.   L'interpretazione autentica delle norme del presente statuto spetta al Consiglio comunale.

 

 

ART.93

Modifica dello statuto                                               

 

1.         Le modifiche statutarie sono deliberate dal Consiglio con lo stesso procedimento stabilito dall'art. 4 , comma 3 e 4 della legge 8 Giugno 1990 , n.142 e relative modificazioni intervenute con la legge n.265/99.

2.         Le modifiche possono essere proposte dalla giunta o da almeno 1/3 dei consiglieri assegnati al Consiglio. Le proposte di modifica possono essere accompagnate, per l'iscrizione all'ordine del giorno, da una relazione illustrativa.

 

ART.94

Abrogazione di norme statutarie

 

L'abrogazione totale del presente statuto non può essere disposta se non  con lo stesso atto di adozione di un nuovo statuto.

L'abrogazione interviene per tutte le norme del presente statuto che contrastano con la legislazione di principio dello Stato, con effetto ex nunc, salvo che la stessa legge non preveda tempi diversi per la cessazione della loro efficacia.

 

ART. 95

 albo pretorio

  1. nella Casa Comunale è individuato apposito spazio da destinare ad “Albo Pretorio” per la pubblicazione degli atti ed avvisi previsti dalla legge,dallo Statuto e dai Regolamenti.
  2.  la pubblicazione deve garantire l’accessibilità,l’integrità e la facilità di lettura.
  3. Il responsabile degli uffici del Settore amministrativo cura le affissioni avvalendosi del dipendente addetto e su attestazione di questi certifica l’avvenuta pubblicazione con l’indicazione delle eventuali opposizioni.
  4. Quando non è diversamente disposto,la pubblicazione dura 15 giorni.
  5. le pubblicazioni sono annotate su apposito registro o sul registro protocollo.

 

ART. 96

 notificazioni

  1. L’Ente attribuisce a uno o più dipendenti la qualifica di messo per la notificazione dei propri atti per i quali non sono prescritte speciali formalità.
  2. I messi notificano anche atti nell’interesse di altre Amministrazioni pubbliche che ne facciano richiesta.
  3. I messi devono tenere il registro per l’annotazione degli atti notificati.